Your browser does not support JavaScript!
it
Array ( [0] => de_DE [1] => fr_FR [2] => it [3] => it_IT [4] => en_US [5] => en [6] => es_ES )
En
en
Perché i publisher non possono più ignorare il dark social

Research & Trends - 7 gennaio 2015

Abbiamo di recente parlato del social sharing, ovvero la quotidiana condivisione dei contenuti sui social network da parte degli utenti che aumenta la visibilità stessa dei contenuti. Esiste però una percentuale di condivisioni che, pur provenendo anche dai social, non è tracciabile: parliamo di quello che è stato definito dark traffic o dark social. Si tratta di quella parte di traffico, non tracciabile, che avviene in privato attraverso mail o messaggi in chat.

La definizione di dark social è stata data per la prima volta nel 2012 quando grandi publisher, come The Guardian, cominciarono a notare una crescita nelle percentuali di traffico non conosciuto. La comparsa di questa porzione di traffico è dovuta principalmente ad attività che gli utenti compiono per questione di privacy. Capita spesso di condividere con amici o familiari informazioni utili trovate per il web, ma che non si vogliono rendere pubbliche. Questo "copia e incolla" di link e contenuti sulle chat private o via mail rappresenta appunto una fonte di traffico non facilmente tracciabile.

Con la crescita del Mobile negli ultimi anni, questi dati sono andati ad aumentare. Particolare rilevanza hanno avuto applicazioni di messaggistica istantanea come Whatsapp attraverso la quale ogni giorno milioni di informazioni vengono condivise privatamente tra gli utenti.

Il dark social è 3,5 volte superiore del traffico proveniente da Facebook

RadiumOne, un'azienda che analizza big data, ha effettuato un sondaggio, The light and the dark of social sharing, su un campione di 9000 utenti per capire quali siano le percentuali di traffico non tracciabile rispetto al traffico conosciuto derivante dai social e delle varie piattaforme di condivisione. La ricerca ha evidenziato dati piuttosto interessanti per i publisher. A livello globale la percentuale di contenti condivisi via dark social corrisponde al 69% contro il 23% di condivisioni che avvengono attraverso Facebook. Questo vuol dire che le condivisioni via dark social superano di 3,5 volte le condivisioni che avvengono su Facebook e sulle altre piattaforme. Inoltre è interessante notare il 36% dei contenuti condivisi tramite dark social vengono dal mobile.

perchè-i-publisher-non-possono-più-ignorare-il-dark-social

Quali sono le conseguenze per i publisher?

E' evidente che uno dei principali rischi per i publisher è quello di non conoscere una buona parte dei contenuti che piacciono di più ai propri utenti e che vengono condivisi, avendo quindi una notevole porzione di dati utili in meno sui quali poter costruire le proprie strategie di content marketing. Ma come la ricerca di RadiumOne suggerisce, il dark social si estende a determinate categorie di argomenti e a precise fasce d'età.

Come affermato precedentemente, il dark social scaturisce dalla volontà degli utenti di proteggere quanto possibile la propria privacy. Lo studio dimostra infatti che la condivisione attraverso il dark social avviene in particolare tra gli utenti over 55, mentre gli utenti tra i 16 e i 34 anni sono solo il 19%. Inoltre il dark social non investe tutte le categorie di contenuti. In cima alla lista degli argomenti condivisi privatamente troviamo Arte e Intrattenimento, notizie riguardo il lavoro o la propria carriera, viaggi e scienze. Non stupisce invece che gli animali siano i più condivisi su Facebook!

Come affrontare il dark social?

Sicuramente questo traffico "oscuro" rappresenta un rischio ma non necessariamente deve essere visto come un problema. Diversi esperti nel settore suggeriscono di affrontare l'attuale situazione attraverso l'utilizzo di strumenti per la creazione di url personalizzati. Un esempio è lo strumento che Google mette a disposizione che consente di creare degli short url che contengono determinati parametri relativi alle proprie campagne che possono poi essere tracciate da Analytics.

Il nuovo anno porterà di certo nuovi cambiamenti. L'utilizzo del mobile e delle app è in crescita e questo coinvolgerà anche quella porzione di traffico non facilmente tracciabile. Voi cosa suggerireste di fare? Dateci il vostro parere nei commenti!


Fonti:
Franz Russo: Il Dark Social è tre volte le condivisioni su Facebook
Paolo Ratto: Da dove viene e quanto è il traffico "oscuro" al tuo sito?
Digiday: 5 charts about the stat of dark social

Guadagnare con un blog diventando un blogger di successo ?
Una delle mode che impazza nella rete, affermatasi già da qualche anno come una vera e propria professione, è quella della creazione di un blog. Il blogger infatti, è un vero e proprio mestiere che se fatto bene, e con costanza, può [...]
Guadagnare con un blog diventando un blogger di successo ?

Lascia un Commento